CSR: impatti energetici

Per molto tempo abbiamo pensato che le nostre attività “digitali” avessero un impatto minimo o nullo sull’ambiente. Oggi non è più così. Anche se le cifre presentate di seguito sono discutibili, c’è un consenso sugli ordini di grandezza che contano davvero.
Prendiamo ad esempio l’impatto delle e-mail. Nel 2018, l’uso delle e-mail (300 miliardi al giorno) ha generato diverse centinaia di milioni di tonnellate diCO2. Si tratta di circa la metà della quantità generata dal traffico aereo nello stesso periodo… Questo bilancio comprende gli scambi, l’archiviazione delle e-mail sui server (le e-mail vengono indicizzate e sottoposte a backup, spesso su server remoti), la produzione di apparecchiature, ecc.
Oggi è generalmente accettato che questo traffico (e quindi la sua impronta di carbonio) raddoppi ogni 4 anni. A questo ritmo, le e-mail potrebbero diventare un contributo alle emissioni diCO2 superiore a quello di tutte le attività umane entro pochi decenni.
E naturalmente le e-mail sono solo una parte dell’impronta diCO2 “digitale”: le apparecchiature (server, router, computer, tablet, smartphone, oggetti connessi, ecc.) devono essere prodotte/riciclate e alimentate, e il traffico web non si limita alle e-mail. Pensate alle ricerche, alle visite ai siti, allo storage online, allo streaming…
- Conservate solo le e-mail necessarie (i server di posta elettronica consumano energia per la scansione, il backup… di tutti i messaggi memorizzati).
- Limitare il numero di destinatari al minimo indispensabile, anche quando si risponde.
- Se possibile, inviate un collegamento anziché un file (che è anche meno rischioso dal punto di vista della sicurezza informatica).
- Andare direttamente su un sito (salvato tra i preferiti, ad esempio) invece di usare un motore di ricerca riduce le emissionidi CO2 di 4 volte. Google elabora 3,5 miliardi di query al giorno e (includendo tutti i servizi) rappresenta un terzo del consumo di elettricità di Internet.
- Comprimere gli allegati e inviare foto a bassa risoluzione, annullare l’iscrizione a newsletter e pubblicità inutili…
- Archiviare i dati in locale per limitare l’uso del cloud storage e fare pulizia per limitare il volume archiviato nel cloud (DropBox, Google, NetExplorer, ecc.).
Ognuno di noi può avere un impatto significativo sulla propria impronta digitale (10% del consumo totale di elettricità) cambiando un po’ le proprie abitudini.
E naturalmente queste misure non sono incompatibili con le misure di buon senso che abbiamo già raccomandato (uso della modalità standby, spegnimento delle macchine di notte, gestione dell’illuminazione il più efficiente possibile, differenziazione dei rifiuti, uso parsimonioso della carta…).
Non per niente Médiane Système ha fatto della graduale riduzione della sua impronta digitale una delle sue priorità strategiche per i prossimi anni.